Tempi, Costi e Qualità nel settore delle costruzioni | Giampiero Brioni a Progetti d'Italia 2026
L’Ing. Giampiero Brioni partecipa alla conferenza “La gestione di Tempi, Costi e Qualità nel settore delle costruzioni” nell’ambito di Progetti d’Italia 2026, organizzato dal Quotidiano Immobiliare presso fieramilano Rho. Opacità sui costi, frammentarietà del processo edilizio, governance degli investimenti e attrattività del settore per le nuove generazioni: i temi al centro di un confronto che ha attraversato l’intera filiera.
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Tempi, costi e qualità nel settore delle costruzioni: tre variabili interdipendenti il cui equilibrio determina l’esito di qualunque intervento edilizio. È stato questo il tema della conferenza tenutasi il 21 maggio presso fieramilano Rho nell’ambito di Progetti d’Italia 2026, organizzato dal Quotidiano Immobiliare. L’Ing. Giampiero Brioni, insieme a Marzia Morena del Politecnico di Milano, Massimo Facchini di HUB Engineering, Matteo Sbrosi di Kervis SGR e Dario Bozzoli di Colombo Costruzioni, ha preso parte a un confronto che ha attraversato l’intera filiera: dal mondo accademico a quello finanziario, dall’impresa al consorzio.
Un divario culturale prima che metodologico
Il filo conduttore emerso dal dibattito è stato chiaro: gli strumenti per governare costi e tempi esistono, ma la loro efficacia è ancora oggi limitata da un problema a monte. La separazione tra chi concepisce il progetto e chi lo realizza continua a produrre un processo frammentario, in cui le criticità, emergendo tardi, spesso già in cantiere, si traducono in varianti, contenziosi o compressioni sulla qualità. La standardizzazione dei costi resta un obiettivo lontano, ostacolata da un’opacità strutturale che rende difficile anche soltanto stabilire valori di mercato affidabili.
Il confronto ha evidenziato come questa dinamica non sia un problema di singoli strumenti o figure professionali, ma di scenario culturale: un settore che, nonostante i progressi degli ultimi decenni, sconta ancora una diffidenza radicata tra i propri attori e una logica prevalentemente prescrittiva nei rapporti contrattuali.
Collaborazione anticipata e governance del processo
Più voci si sono trovate convergenti su un punto: il coinvolgimento anticipato di tutte le competenze (progettuali, realizzative, economiche) nelle fasi iniziali del processo può ridurre significativamente i rischi a valle. Il BIM, in questo senso, è stato riconosciuto come un contributo importante non solo sul piano tecnico, ma anche in quanto strumento che impone il confronto tra discipline diverse attorno allo stesso tavolo, ridimensionando logiche autoreferenziali.
La discussione ha toccato anche il tema della governance come elemento spesso sottovalutato: sistemi di controllo e reportistica strutturata, implementati fin dalle prime battute del progetto, sono stati indicati come condizione per individuare le criticità in tempo utile e proteggere gli investimenti. Il passaggio da una logica di penalità a una di premialità nei rapporti tra attori della filiera è emerso come possibile leva per allineare gli interessi e favorire una reale cooperazione.
Attrarre i professionisti di domani
L’ultima parte del confronto ha spostato lo sguardo sulla sostenibilità del settore nel medio periodo: la percezione pubblica del comparto resta penalizzante, l’appeal delle professioni tecniche legate all’edilizia è in calo e le dinamiche demografiche restringono ulteriormente il bacino dei potenziali professionisti. Il dibattito ha evidenziato la distanza ancora marcata tra formazione accademica e mondo del lavoro, ma anche i segnali di chi sta lavorando per ridurla, con esperienze concrete di integrazione tra università e cantiere.
Rispetto a qualche decennio fa, figure con visione trasversale come il Project Manager si sono affermate e il livello di specializzazione richiesto è cresciuto in modo significativo. Ma la convergenza del tavolo è stata unanime: non esiste un singolo strumento risolutivo. Bisogna tornare a rendere interessante questo lavoro. Un processo già avviato, che richiede però un’evoluzione culturale condivisa dall’intera filiera.
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