I COSTI DEL COSTRUITO: È ORA DI FARE CHIAREZZA | IL QUOTIDIANO IMMOBILIARE
Giampiero Brioni interviene al Consiglio di Camelot per analizzare l’evoluzione del Quantity Surveying nel settore costruzioni italiano. Focus su integrazione BIM, condivisione delle informazioni e necessità di coinvolgimento anticipato delle competenze economiche nei processi progettuali.
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La gestione dei costi nel settore delle costruzioni rappresenta una delle sfide più significative e al contempo meno dibattute della filiera edilizia italiana. Durante il Consiglio di Camelot del 14 ottobre, organizzato dal quotidiano immobiliare, l’Ing. Giampiero Brioni ha contribuito al confronto multidisciplinare sui costi del costruito, evidenziando criticità strutturali e opportunità di innovazione.
BIM oltre la rappresentazione tridimensionale
“Le dimensioni del BIM sono una matrioska”, ha sottolineato Brioni, evidenziando una problematica ricorrente: la confusione tra modelli BIM autentici e semplici rappresentazioni tridimensionali. Il Building Information Modeling si fonda sulla coesistenza di multiple dimensioni informative condivise, ma la sua efficacia dipende dalla strutturazione preliminare dei documenti fondamentali. La condivisione anticipata delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti emerge dunque come elemento critico per il successo progettuale. Quando le informazioni vengono strutturate correttamente nelle fasi iniziali, diventano patrimonio comune per tutti gli attori del processo.
Dal “computista” al Quantity Surveyor
Un aspetto culturale significativo emerge dalla terminologia ancora utilizzata nel settore italiano. “Siamo ancora chiamati computisti al posto che quantity surveyor“, osserva Brioni, evidenziando un gap concettuale di almeno cinquant’anni. Il modello tradizionale del computista – professionista che stima i costi sulla base dei disegni finali – risulta inadeguato per la prevenzione economica.
“Se dobbiamo prevenire, non possiamo arrivare alla fine della progettazione esecutiva per trattare di costi: il primato economico del progetto scompare”, sottolinea Brioni. Questa affermazione evidenzia la necessità di un approccio proattivo nella gestione economica dei progetti.
Il divario formativo italiano
Il confronto internazionale rivela significative differenze nell’approccio formativo. In Spagna esistono percorsi triennali specifici per la formazione di professionisti nella gestione dei costi in progetti di ingegneria, mentre in Italia la competenza si sviluppa prevalentemente sul campo, con conseguente sottovalutazione della complessità del ruolo.
Il Quantity Surveyor moderno deve gestire aspetti che nella progettazione esecutiva tradizionale non esistono, richiedendo competenze specialistiche e un riconoscimento economico adeguato. L’integrazione delle imprese nelle fasi iniziali del progetto rappresenta un elemento chiave per l’ottimizzazione dei processi.
Verso un approccio integrato
L’intervento di Brioni al Consiglio di Camelot ha contribuito a delineare una visione condivisa: la necessità di superare logiche settoriali per costruire una filiera più coesa. Il riconoscimento del valore dei costi non come ostacolo ma come opportunità per l’efficientamento dei processi rappresenta un cambio di paradigma culturale necessario per il settore.
La tecnologia BIM, se correttamente implementata, può rappresentare il supporto per questo cambiamento, ma il vero motore resta la volontà condivisa di portare avanti un lavoro integrato tra tutti gli attori della filiera.
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